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APRICENA A rischio chiusura il conservificio "Tenuta Bianchi" per mancanza di acqua.
E' il grido di allarme lanciato dall'azienda apricenese, che rischia di licenziare gli oltre quaranta dipendenti attualmente in forza all'attività produttiva.
Alla base del pericolo denunciato dagli amministratori della società, c'è il rifiuto del Consorzio di Bonifica per la Capitanata di fornire l'acqua necessaria per la lavorazione dei prodotti agricoli.
«Alla rituale richiesta di erogazione di acqua per l'anno in corso - spiegano dall'azienda - il consorzio ci ha risposto negando la possibilità di tale fornitura».
L'azienda, allora, faceva rilevare che sin dal 2002, in fase di progettazione dell'azienda, i maggiori dirigenti del Consorzio avevano garantito che per l’erogazione dell'acqua non ci sarebbero stati problemi per il futuro, salvo di anno in anno fare richiesta e precisare il quantitativo necessario.
«E' chiaro - proseguono a Tenuta Bianchi - che per un opificio conserviero la fornitura d'acqua è vitale e, trattandosi di un impianto non stagionale che mantiene livelli occupazionali per circa quaranta lavoratori, la chiusura dei rubinetti da parte del Consorzio di Bonifica di Capitanata significa chiudere la fabbrica e licenziare tutto il personale».
Verrebbero a vanificarsi tutti gli sforzi sostenuti dall'azienda, che attualmente è riuscita a sfondare in mercati stranieri, come quello tedesco, francese, inglese e polacco.
Anche il mondo agricolo locale subirebbe un danno di ingente entità. Infatti la "Tenuta Bianchi" lavora le produzioni agricole del posto che, con la chiusura dell'azienda, avrebbero gravi problemi di collocamento sul mercato.
Della questione è stata interessata anche la Prefettura, che ha risposto di «non disporre di argomenti che possano indurre il Consorzio ad una diversa determinazione».
Allora, all'azienda non è rimasto altro da fare che rivolgersi alla magistratura, dove la questione attualmente è al vaglio del giudice Gianfranco Piacentino del tribunale di Foggia.
«I motivi di carenza idrica del bacino della diga di Occhito - fa rilevare l'avv. Raffaele Bianchi - addotti dal Consorzio, alla luce delle recenti piogge, sono soltanto pretestuosi, in quanto è di dominio pubblico che la riserva idrica è salita da tempo a ben 75 milioni di metri cubi. La verità - aggiungono ancora da Tenuta Bianci - è che il consorzio non ha alcuna intenzione di mantenere in pressione la condotta che fornisce l'acqua al nostro opificio perché deve tenere maestranze impegnate su tale tronco per tutto l'anno».
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