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APRICENA Francesco Nardella, il trentasettenne ferito martedì sera da un coinquilino dopo un banale litigio, sarebbe fuori pericolo ma correrebbe il rischio di dover trascorrere il resto della sua vita su una sedia a rotelle. Il proiettile che l'ha raggiunto al collo, avrebbe infatti leso alcune vertebre e si tratterà ora di verificare le conseguenze di quelle lesioni. Il giovane resta ricoverato e intubato nel reparto di rianimazione dell'ospedale sanseverese «Teresa Masselli Mascia», dov'era stato trasferito nell'immediatezza del ferimento: la prognosi resta riservata. Nessuna dichiarazione ufficiale da parte dei medici, ma pare che Nardella sia ritenuto fuori pericolo, ma quella pistolettata alla gola potrebbe avere comunque conseguenze gravissime.
Le indagini dei carabinieri sono finalizzate alla cattura del presunto feritore, Michele Senisi, carrozziere di 32 anni, apricenese, in fuga con la sua «Lancia Thema» dalla sera del 30 luglio, quando subito dopo aver sparato al coinquilino è fuggito. Al momento della fuga Senisi era in auto in compagnia della convivente e di un altro familiare (estranei a quanto accaduto, bene chiarirlo) e con loro si era allontanato. La convivente del ricercato dopo poche ore è tornata ad Apricena; quando i carabinieri l'hanno interrogata la donna si è avvalsa della facoltà di non rispondere.
Secondo gli investigatori il caso è sostanzialmente chiuso, considerate le testimonianze raccolte. Al vaglio della Procura lucerina è la posizione del ricercato per chiarire se debba rispondere «solo» del tentato omicidio di Nardella, o fors'anche di quello di un familiare della vittima contro il quale avrebbe rivolto l'arma, ma senza sparare, subito dopo aver colpito il coinquilino. Le causali della sparatoria vanno cercate in un litigio avvenuto il pomeriggio di martedì 29 luglio, quando la convivente di Senisi avrebbe rimproverato i nipotini di Nardella (figli della sorella della moglie), accusandoli di aver fatto la pipì nell'ascensore del palazzo di via Togliatti, circostanza negata dai ragazzini.
La sera del 30 luglio la situazione è degenerata davanti allo stabile dove vivono ferito, suoi familiari e il carrozziere ricercato. Senisi era a bordo della propria «Lancia Thema» con convivente e un altro familiare e nel transitare davanti al palazzo avrebbe minacciato - ipotizza l'accusa - familiari di Nardella fermi davanti al portone, in attesa che Francesco Nardella rincasasse dopo aver acquistato gelati. Quest'ultimo è sopraggiunto poco dopo, ha chiesto cosa fosse successo, i familiari hanno cercato di fermarlo ma con l'auto ha seguito la «Lancia Thema» di Senisi, mentre un cognato di Nardella a sua volta si metteva in auto e seguiva i due rivali. Tragitto di un centinaio di metri. Senisi - secondo la ricostruzione dei carabinieri basata sul racconto dei familiari di Nardella - ha fermato l'auto, scendendo con una pistola; anche Nardella è sceso dall'auto. C'è stata una «sfida» («ti sparo», «dai, sparami») e il carrozziere avrebbe fatto fuoco 2 o tre volte: prima l'arma s'è inceppata, poi è partito il colpo che ha raggiunto il giovane apricenese alla gola. Subito dopo Senisi avrebbe rivolto la pistola contro il cognato di Nardella che è scappato. Il carrozziere è quindi risalito sulla «Lancia Thema», innestando la retromarcia e allontanandosi, mentre da via Togliatti scattava l'allarme al «112» ed al «118».
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