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Apricena,
L'ultimo sabato di Aprile 1001 nel Bosco del Cervaro vicino Foggia, la Vergine Maria appare ad un pastore dicendogli: "...non aver paura io sono la Madre di Dio".
Iniziava cosi il grande movimento di pellegrini che da ogni parte accorrevano e accorrono dinanzi alla statua della Vergine apparsa sull'albero, iniziando ad invocarla con il titolo di Incoronata.
Il Santuario dell'Incoronata entrava così nel circuito dei grandi pellegrinaggi ai Santuari di Capitanata alla stregua di quello di Monte sant'Angelo.
Nel 1218 già il culto all'Incoronta era presente in loco. In un documento dello stesso anno, riguardante S. Maria di Ripalta si legge: "A Santa Maria Incoronata nei pressi di Apricena si era trasferito il monastero Santo Spirito in Gulfignano, che nel 1232 fu riconosciuto grancia di S. Maria Incoronata".
Il popolo di Apricena fin dal 1583 nella sua chiesa francescana del Convento dei Cappuccini, intitolata all'Immacolata Concezione, gli dedicò un altare (cfr. Cronaca del Fraccacreta). Verso la seconda metà del 1700, nell'antica cappella della Madonna di Loreto "sulla strada che mena a Terranova" la devozione degli apricenesi collocò un'effige lignea; inizia così la storia del NOSTRO SANTUARIO.
Nel 1868 ecco il prodigio: "La statua dell'Incoronata ha mosso gli occhi" (la cosa è attestata dalla dichiarazione giurata del signor Mimmo Antonio). Nell'archivio Comunale si conserva il decreto che intimava la chiusura del Santuario, da parte del Sindaco del tempo Michele Zuccarino, per motivi di ordine pubblico, attirandosi così le ire della popolazione, che passò tutta la notte dinazi al santuario.
Il miracolo è ancora attestato negli anni successivi: in Chiesa Madre l'8 agosto 1908 così si esprime l'allora canonico don Michele Tartaglia: "Nel pomeriggio, sentii gridare insistentemente che la statua aveva mosso gli occhi. Mi precipitai in Chiesa e costatai l'effettivo movimento degli occhi che si alzavano verso il cielo e poscia si abbassavano sulla folla. Ciò a varie riprese, sicchè non si poteva parlare assolutamente di suggestione, tanto più che contemporaneamente vedeva benissimo la gran folla dei presenti. Ricordo benissimo che il dott. Alfonso de Filippis e il postino Michele Campanozzi proprio vicini a me confermavano ad alta voce il prodigio, io non esitati a montare sull'organo di dove intonai le litanie Lauretane, seguito dai fedeli". Il clamore fu tale da riportare l'effige della Madonna al Santuario nel mese di settembre, dietro richiesta plebiscitaria della popolazione. La stessa testimonianza ci è stata tramandata dal sig. Liuzzi Michele sacrestano della Chiesa Madre.
Sua Santità il papa Pio XII nel 1940 la dichiarava patrona di Apricena.
La cappella ampliata e restaurata tra il 1882 e il 1883 fu dedicata nel 1945 da S. E. mons. Giuseppe di Girolamo e successivamente innalzata a SANTUARIO MARIANO DIOCESANO nel 1955 da S. E. mons. Domenico Vendola.
Il 31 maggio 2001 nella millenaria ricorrenza della sua apparizione nel bosco del Cervaro il popolo apricenese, il clero e tra i primi il vescovo Michele Seccia in preghiera implorarono la protezione della madre e della Patrona della nostra Città, accendendo la lampada perenne simbolo del grande amore e della devozione di ogni apricenese vicino e lontano; ma questa è storia di oggi...
In data 02.07.2002 la Sovraintendenza al Patrimonio Storico-Artistico e Demo-etno-antropologico di Bari autorizzava e dava inizio ai lavori di restauro del simulacro della Madonna. Detto restauro ha dato la possibilità di datare l'opera intorno alla seconda metà del 1700, attribuendone all'area della Scuola Napoletana la realizzazione, oltre che mettere in luce la plasticità dei colori, la ricchezza dell'oro e dell'argento e la signorilità dell'immagine, evidenzia anche nelle chiare fattezze, la regalità della Vergine seduta su di un albero che gli fa da trono e la somiglianza a quelle di molte altre immagini, presenti sul territorio e tutte di matrice napoletana.
Il 24 maggio 2004 S. Ecc. Mons. Michele Seccia, Ordinario Diocesano, dopo la lettura della Bolla della Penitenzeria Apostolica, apriva la Porta Santa dell'Anno Giubilare, allo scadere della Cinquantesimo della elevazione a Santuario Mariano Diocesano, della chiesa dell' Incoronata.
Il 28 Maggio 2004, un altro avvenimento viene a fregiare con un luminoso titolo il nostro Santuario, S. E. il cardinale Carlo Furno, Arciprete della Patriarcale Basilica di S. Maria Maggiore in Roma, comunicava con rescritto della Penitenzeria Apostolica, che il Santuario di Maria SS. Incoronata di Apricena veniva AFFILIATO con vincolo privilegiato alla Patiarcale Basilica Romana di S. Maria Maggiore.
Il resto, quello che qui non è scritto, appartiene alla storia, alla vita e ai sogni di ciascun apricenese..."A tutte quante da, a tutte cunsule, pe tutte nu si Madonna 'Ncurunete"..
Città di Apricena - Corso Gen. Torelli 59, tel. 0882/646746, fax 0882/646779