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Apricena,
Cantastorie, nato ad Apricena (Foggia). Esporta dagli anni '50 le sue ballate in tutto il mondo ed ha attirato l'attenzione della critica più qualificata. Italo Calvino lo definì "unica fonte di cultura popolare delle Puglie". Una voce originalissima, ricca di capacità affabulatorie, inizia a incidere dischi verso metà anni '50. Partecipa a numerosi festival in tutta la penisola, producendo una serie di dischi dove racconta, utilizzando le strutture formali ed esecutive tipiche del repertorio dei cantastorie, le vicissitudini di quegli anni, dall'emigrazione al nord.
Personaggio fascinoso e contraddittorio, dalla vita burrascosa, è stato dipinto come il simbolo del cantore ribelle.
Io vidi un concerto di Matteo Salvatore nel 1971 a Napoli, già lo conoscevo ma fu veramente una folgorazione perché l energia poetica e interpretativa di Matteo Salvatore è qualcosa di unico, qualcosa di straordinario, appartiene ad un passato di favola e di leggenda. Matteo non è solo un grande interprete è anche un grande autore, è un grande ascoltatore di musica della sua terra che poi trasmette in ballate, che con la sua chitarra e con la sua voce diventano momenti grandissimi di poesia. "Le quattro stagioni del Gargano" ma anche tutto il resto "Lu soprastante", "Don Nicola si diverte" "Va lu bene mio, curre a mamma toia" siamo di fronte a dei momenti straordinari di poesia del sud e di musica del sud. Io ho sempre parlato di Matteo Salvatore in giro per il mondo, così come ho fatto per "I Cantori di Carpino". In questa straordinaria provincia di Foggia c è una densità poetica altissima. Matteo Salvatore è la musica che sale, sale dai toni bassi al falsetto e sale chissà dove, forse molto in alto per guardare tutta la realtà del mondo. Matteo Salvatore è un crocevia fra la poesia e la terra, Matteo Salvatore ha le mani del contadino, ed ha quindi anche una marcia in più rispetto al comune poeta".
"Matteo è veramente un espressione squisita e naturale, non ha regole, non ha nulla, è chiaramente un anarchico, un abnorme ma questo non toglie nulla al suo estro e alla sua delizia. Ci sono degli incantamenti che lui ti provoca è un gran ruffiano (nel senso bonario del termine) poiché ti sa agguantare con i suoi drammi, del suo e mio struggente Sud".
"Adoravo Matteo, attraverso i dischi di Eugenio Bennato (grande collezionista di Salvatore) perché lui mi toccava dentro c'era della rabbia nelle sue storie e poi quella voce, quel falsetto, quel supplizio de "lu soprastante"&insomma, Matteo quanne piglia a chitarra te fa vede' u paravise".
"Matteo Salvatore è il più grosso fenomeno musicale italiano, potrebbe rappresentare la nostra musica nel mondo. La sua voce è particolarissima. Ho amato la sua musica sin dall inizio della mia carriera. Sono stato dalle sue parti, sul Gargano, di lui mi piace tutto il repertorio ma non è un fatto di canzoni e basta, è tutto quello che emotivamente riesce a trasmettere, Matteo ed io siamo un dialogo mediterraneo".
"Per me Matteo è un po come un negro nostro. E un uomo che viene da una condizione sociale bassissima (era bracciante) e che canta le cose vere. E uno dei pochi cantori che non si sono serviti del folk per commercio. Poi è completamente folle. E uno geniale E uno che vive come gli pare (genio e sregolatezza) a tutti i livelli, però quando canta ti prende e ti ammazza, perché è stupendo se fosse nato nel Mississippi".
"Che debbo dire! Che posso dire! io non so come si possa recitare e parlare dopo aver sentito Matteo. Debbo affunnare in un pozzo di lacrime 'Se miss a cantari cu cori, e quannu lu cori si rompe nun se pò parlari più'. Come è difficile e come mi trema il cuore a sentirlo cantare e resisto, perché mi sforzo di resistere, e penso al valore del dialetto, anche il dialetto foggiano, come tutti i dialetti, è vivo. Poi dico una cosa che non ho mai detto a nessuno: "tutti i cantanti, tutti i cantastorie si possono copiare, Matteo no, perché inventa sempre 'in tutti i momenti' è una creazione continua. Insomma quanno iddu canta ce dona chitarra, l occhije pe' chiangi e a vocca pe' cantari".
" Matteo Salvatore è l unica fonte di cultura popolare, in Italia e nel mondo, nel suo genere. Noi dobbiamo ancora inventare le parole che dice Matteo Salvatore ".
"Matteo Salvatore è un artista assolutamente straordinario".
Le Ballate di Matteo Salvatore l'anarchico che canta la Puglia
Matteo Salvatore folk singer - quel che pensano di lui
Taranta, Pizzica e Cantori - CRAJ presentato alla mostra di Venezia
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