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PERUGIA Avevano ideato un sistema per commercializzare bovini destinati alla macellazione, e quindi al consumo alimentare, spacciandoli per razze di pregio come la "chianina" mentre si trattava di animali di minore qualità. Spesso non sottoposti alle verifiche veterinarie di legge. Per questo i carabinieri del Nas di Perugia hanno eseguito 13 ordinanze di custodia cautelare (una in carcere e 12 ai domiciliari), mentre due sono le persone ancora ricercate. I provvedimenti riguardano 4 commercianti, operanti in provincia di Perugia, Sanza (Salerno) e Sant'Arcangelo (Potenza), un veterinario dell'Asl di Città di Castello, un autotrasportatore di Todi, un collaboratore dell'Associazione provinciale allevatori residente a Corciano e otto allevatori tra Apricena (Foggia), Sant'Arcangelo, Sanza, Zimella (Verona) e Umbertide (Perugia). L'operazione – denominata "Labirinto" – è stata coordinata dal procuratore di Perugia Nicola Miriano e dal sostituto Manuela Comodi. I reati ipotizzati sono associazione per delinquere, falso, adulterazione e contraffazione di sostanze alimentari, commercio di sostanze alimentari nocive e frode nell'esercizio del commercio. Accuse formulate anche nei confronti di altre 19 tra allevatori e commercianti indagati in stato di libertà. Per episodi analoghi, ma isolati secondo gli inquirenti, in una prima fase dell'inchiesta erano stati denunciati a piede libero, in Umbria, altri 250 tra allevatori, commercianti e veterinari liberi professionisti.
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