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Viveva nelle cave di Apricena l'uomo più vecchio di Europa. E precisamente aveva casa nella cava Pirro Nord. Là dove i paleontologi di cinque Università italiane hanno rinvenuto resti di manufatti litici della più antica testimonianza dell'Homo in Europa. Tempi e modalità del primo popolamento umano del Vecchio ontinente saranno domani alla base di un convegno. L'entità di queste scoperte ha conseguenze a livello molto ampio in quanto rivoluziona la preistoria europea e pone l'Italia, con il sito di Apricena, al centro di questa discussione.
Domani (ore 8,45), presso l'aula Magna del Rettorato dell'Università degli studi di Torino, si parlerà infatti de "Il primo popolamento europeo: evidenze dal Paleolitico inferiore di Pirro Nord ad Apricena" organizzato dal Dipartimento di scienze della terra dell?università di Torino. Al meeting, cui saranno presenti docenti universitari e ricercatori, parteciperà anche il sindaco Vito Zuccarino.
La scoperta di manufatti litici nella cava di Pirro Nord rilancia il dibattito sulla prima presenza del genere Homo in Europa. La ricerca, compiuta da un'equipe italiana composta da ricercatori delle Università di Ferrara, Firenze, Roma "Sapienza" e Torino, è coordinata dal Dipartimento di scienze della terra dell'Università torinese. Si tratta di un'industria litica costituita da nuclei e schegge che testimoniano come i primi europei disponessero di un comportamento tecnologico complesso. I fossili di animali, quali rinoceronti, iene, tigri dai denti a sciabola, ritrovati insieme a questi strumenti consentono di collocarli molto indietro nel tempo, in un intervallo cronologico compreso tra 1.7 e 1.3 milioni di anni fa, 300mila anni prima di quanto finora conosciuto.
Il sito, noto alla comunità internazionale dei paleontologi dei vertebrati, da tempo è oggetto di ricerche scietifiche, Gli studi hanno portato alla definizione dellAssociazione faunistica di Pirro Nord, che comprende a oggi più di 100 specie animali e alla definizione della sua importanza dal punto di vista evolutivo e biocronologico.
La scoperta è stata facilitata dall'attività condotta nell'aerea dai proprietari, Franco e Gaetano Dell'Erba. La realizzazione di quanto finora svolto e le attività di ricerca e divulgazine è stato possibile grazie alla collaborazione con la Sovintendenza per i beni archeologici della Puglia, alla disponibilità e all'aiuto finanziario del comune di Apricena, di Italcementi Group e dell'Università di Torino.
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