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APRICENA Sprechi e illegalità dell'ex Asl Fg1 sotto la lente di ingrandimento della sezione apricenese di Rifondazione Comunista.
"Dal momento dell'accorpamento delle ex Asl della provincia - denunciano in una nota a firma del segretario Matteo Fernando Lupardi - in una Asl unica le illegalità e gli sprechi non sembrano affatto diminuiti anzi, per quanto a nostra conoscenza, sono addirittura aumentati". Emblematica viene ritenuta la vicenda di alcuni servizi esternalizzati, come quello di "logistica, ritiro e consegna della corrispondenza, materiale sanitario e altro" svolto nei comuni dell'ex Asl Fg1 di San Severo. "Questo servizio - evidenziano - da oltre sette mesi si svolge nella più assoluta illegalità, dopo che il Consiglio di Stato, con una ordinanza dello scorso ventuno febbraio, ha accolto la richiesta di sospensiva presentata da una delle ditte concorrenti ed ha riconosciuto che la cooperativa aggiudicataria non aveva i requisiti richiesti dal bando di gara".
Di fronte a questa decisione i dirigenti dell'area patrimonio dell'Asl, nonchè la commissione esaminatrice della gara, non avrebbero revocato l'assegnazione alla ditta aggiudicataria, a favore dell'unica ditta che in quella gara aveva tutte le carte in regola. "non solo - proseguono - addirittura hanno affidato alla stessa cooperativa, senza alcuna gara, altri servizi aggiuntivi in alcuni Comuni del Sub-Appenino".
Questa situazione espone l'ente sanitario a rischi di risarcimenti a favore della ditta penalizzata. "Ma c'è ancora dell'altro - rincarano ancora - nel frattempo quel servizio che avrebbe dovuto svolgersi ad un costo inferiore a 30mila euro mensili, sta costando all'Asl l'enorme somma di circa 100mila euro al mese. Una somma del tutto sproporzionata rispetto all'effettiva entità del servizio svolto. In definitiva, un servizio che avrebbe dovuto costare alla collettività 300mila euro annui, in realtà costerà la bella cifra di quasi un milione di euro".
La situazione è stata denunciata al presidente della Regione Nichi Vendola e all'assessore regionale alla sanità Alberto Tedesco, "affinchè intervengano - concludono - per ristabilire la piena legalità in un settore dove l'illegalità e gli sprechi non solo non vengono contrastati ma sono largamente favoriti, distorcendo gli strumenti amministrativi nel perseguire non certo il bene pubblico ma ben individuati interessi privati".
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